Il Medio Evo fu un’era storica estremamente controversa e difficile, soprattutto in Europa. Mentre in Cina si affermavano i giochi di carte, in Europa si assisteva al degrado della società civile, la povertà aumentava mentre pochi ricchi facevano il bello e il cattivo tempo. In epoca di povertà e di caccia alle streghe non sorprende che i giochi diffusi tra chi aveva poco o niente fossero principalmente i dadi (ancora una volta) e le scommesse incentrate sui combattimenti di animali (ma spesso anche di uomini).
A partire dall’undicesimo secolo, con le crociate in Terra Santa, le carte fanno la loro comparsa nel Vecchio Continente, insieme a tutta una serie di altre novità provenienti dall’Oriente. Nei due secoli successivi assistiamo al fiorire del gioco d’azzardo ed in particolare dei giochi di carte, proprio grazie alle scoperte arrivate dall’Oriente. La cultura del gioco d’azzardo in Oriente infatti, segue un percorso leggermente diverso da quello europeo, grazie ad una diversa composizione sociale, ad una diversa religione e a tradizioni diverse.
Ma bisognerà aspettare ancora per trovare dei veri e propri mazzi di carte in giro per l’Europa. Il primo mazzo infatti fu commercializzato nel XIV secolo. Si trattava di mazzi artigianali, fatti a mano e con figure che richiamavano immagini familiari e conosciute, oppure magiche e divinatorie. Con l’avvento della stampa le carte iniziarono ad essere prodotte in serie ed il loro successo fu immenso, tanto che esse soppiantarono presto i vecchi dadi nelle bisacce degli uomini comuni.
Nel Medio Evo fanno la loro comparsa anche le lotterie, inizialmente istituite dai governi per sostituire le tasse, ma l’elemento che più di ogni altro determinò il successo e l’evoluzione del gioco d’azzardo è di natura sociale. Infatti dobbiamo aspettare la caduta del sistema feudale ed il costituirsi di una società più equa, con maggiore benessere e possibilità per il popolo, per vedere il gioco d’azzardo affermarsi definitivamente.















